Titillare

ti-til-là-re (io ti-tìl-lo)

Solleticare, eccitare

dal latino titillare voce espressiva, onomatopeica; probabilmente connessa col latino titta capezzolo.

Questa parola, nonostante le apparenze, è tutt'altro che birichina: infatti il nesso espressivo fra il solletico e il capezzolo è straordinariamente casto, in quanto si riferisce alla madre che, nel gesto di allattare, solletica le labbra del poppante affinché mangi. È da Questa immagine che il titillare prende i connotati di eccitamento e lusinga: è un solleticare che attira e offre - e il titillamento stuzzica in maniera composta e magnetica. Il viaggio inaspettato titilla l'estro dello scrittore, il prestigioso incarico titilla l'orgoglio del professionista, e la provocazione durante la conferenza titilla la vena polemica del relatore.

Vediamo che il trarre forma da un gesto così consueto e dolce la rende una parola molto precisa: si distingue dal solleticare, che non implica lusinghe, dall'eccitare, che è più malizioso e inteso, e dal vellicare, che è estremamente sensuale.

Parola pubblicata il 04 Aprile 2015

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