Torpido

tòr-pi-do

Pigro, lento; riferito a una parte del corpo, che ha perso sensibilità o prontezza

dal latino: tòrpere essere intirizzito.

Il torpido è il braccio lento e debole dopo un lungo sonno, è la mente impacciata e rugginosa di chi non studi da molto tempo; è quel fiacco che si traduce in ottuso, in sonnolento. Con grande grazia.

Non si tratta dell'ambigua e gelida calma del flemmatico, né della serena imperturbabilità del serafico - poiché dietro non c'è pensiero, ma solo un'inattitudine invalidante all'esercizio dell'energia.

Parola pubblicata il 30 Luglio 2011

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