Ukase

u-kà-se

Decreto dello zar; ordine perentorio

dal russo ukaz imposizione.

Usare questa parola vuol dire attingere al poderoso immaginario legato all'antico potere zarista. Infatti essa non denota un concetto stravagante: è ciò che evoca a renderla speciale.

L'ukase, in Russia, indicava sia l'ordinanza del senato, sia il decreto religioso di un patriarca, sia l'ordine diretto dello zar. Ed è proprio quest'ultimo tipo di ukase ad aver fatto presa sulle lingue straniere. Impiegare questa parola trasmette la dimensione di un potere indiscutibile, sconfinato, assoluto e arbitrario, quale era quello dello zar, e di cui l'ukase è fulminante espressione.

Il bambino che si vuole tuffare in acqua viene fermato dall'ukase della mamma perché ha mangiato da meno di tre ore; i tuonanti ukase del direttore si rivelano palliativi di una situazione che gli è scappata di mano; e il politico cittadino può diventare tanto potente da poter imporre a chiunque i suoi ukase.

Parola pubblicata il 05 Luglio 2014

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