Ultroneo

ul-trò-ne-o

Spontaneo; nel linguaggio giuridico, superfluo

dal latino: ultro volontariamente, spontaneamente.

Parola di registro elevato - quasi gonfia, rispetto alla semplicità salda ed estroversa della volontà e della spontaneità, e quindi maggiormente adatta all'ironia.

Il conoscente taccagno che con le spalle al muro si senta in dovere di offrire qualcosa, presterà l'ultroneo dono di un caffè - scostandoti dalla cassa come l'eroe che vada a morire al posto tuo; lo studente, dinanzi al professore che si accinge a interrogare, si presenterà ultroneo al sacrificio - unica volta che abbia preparato la lezione; il cane, con fare commendevole e apprezzato, ricoprirà l'ultroneo ruolo di spolverare tutti gli avanzi della tavola - che è un lavoro sporco, ma qualcuno dovrà pur farlo.

Curiosa la distorsione giuridichese del termine, probabilmente commista con "ultra" nel senso di oltre, al di là - e quindi superfluo, non necessario. Quindi si potranno fare dichiarazioni ultronee, condurre accertamenti ultronei, proporre ultronee argomentazioni. E così la parola diventa ancor più gonfia. Curioso, anche, che sia usata spesso dai nostri politici, nevvero?

Parola pubblicata il 28 Ottobre 2011

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