Occaso
oc-cà-so
Significato Tramonto; fine, declino; come aggettivo, specie in espressioni come “amplitudine occasa”, per qualificare l’ampiezza dell’arco d’orizzonte tra l’ovest astronomico e il punto in cui un astro tramonta
Etimologia voce dotta recuperata dal latino occasus, tramonto, a sua volta dal verbo occĭdere, ‘tramontare, cadere giù’, letteralmente ‘cadere davanti’, derivato di cădere ‘cadere’ col prefisso ŏb- ‘davanti’.
Parola pubblicata il 12 Luglio 2026

Ma quando mai capiterà l’occasione di usare la parola occàso? Occasione, occaso… che assonanza — e non è solo una coincidenza.
Occaso è un sinonimo di tramonto, ma come tutti i sinonimi non significa esattamente tramonto. L’etimologia può svelarci delle sfumature interessanti di questa parola: occaso deriva dal latino occasus, col significato appunto di 'tramonto,' ovvero il momento in cui l’astro solare se ne va oltre l’orizzonte e calano le tenebre su questo mondo. In questi termini lo si incontra ampiamente in letteratura: da padre Dante a Carducci, la poesia italiana è piena di occasi rosseggianti, malinconici, carichi di aspettativa o semplicemente di struggente bellezza.
È altisonante, l’occaso. Non possiede l’intuitiva e bucolica semplicità di un tramonto che descrive in maniera quasi didascalica il sole che se ne scende in mezzo alle montagne. Che il tramonto sia per chi preferisce sciare e l’occaso per chi va in barca? Il tramonto sul mare, a voler proprio fare le pulci alle parole, è un controsenso. Ma nella lingua è l’uso a dettar la regola, anche con le cosiddette catacresi, ed è il tramonto, nella sua un po’ pedante semplicità, che ha avuto la meglio sull’occaso.
Poco male; occaso vanta parenti illustri, come occidente, che è la direzione in cui tramonta appunto il sole, e l’occasione, intesa come il momento che cade proprio a fagiolo, l’opportunità che ci piomba in grembo, magari quando ne avevamo bisogno. È infatti l’azione del cadere che viene messa a fuoco in modo particolare con il latino occidere e che, attenzione, deriva giusto da càdere, e non ha niente a che vedere con l’occìdere padre dell’uccidere, derivato di caedere. Anche se, a ben vedere, quando si è uccisi si casca per terra, il più delle volte — tant'è che il càdere latino e il nostro cadere valgono anche 'morire', specie in ambiti epici.
In astronomia, poi, con l’espressione amplitudine occasa si indica l’ampiezza dell’angolo dell’arco d’orizzonte formato tra il punto cardinale ovest e il punto del tramonto di un astro. Un significato tecnico, ma sempre buono a sapersi — d'altro canto che il Sole non tramonti sempre proprio precisamente a ovest (anzi, solo agli equinozi) lo notiamo bene.
Ad ogni modo, e qui arriviamo sul sentiero più battuto, il senso di tramonto di occaso ha dato luogo anche al significato figurato, cioè quello di fine, declino, viale del tramonto, che era già presente nella parola latina, e forse, paradossalmente, è il senso più facile da tener presente se si vuole spendere la parola occaso in un discorso — lucrandone il valore aulico o le inclinazioni ironiche.
Perché sì, probabilmente il receptionist dell’hotel ci guarderà interdetto se gli chiediamo di prenotarci un tavolo per due al bar sul rooftop per goderci la bellezza dell’occaso sul mare, ma di certo potremo commentare la notizia della dipartita di un’attrice e dell’occaso della sua carriera, o accorgerci che la nostra lavatrice sta rovinando verso l’occaso e acquistare in anticipo quella che le succederà. Alla fine, insomma, l’occasione per l’occaso la si trova sempre.