Altisonante

al-ti-so-nàn-te

Risonante, rimbombante; magniloquente

dalla locuzione latina alte sonans 'che risuona profondamente'.

Di questa parola spesso si coglie solo un profilo, tanto che pare un po' piatta. Invece ha uno spessore notevole.

L'altisonante ci racconta subito all'orecchio di qualcosa che 'suona alto', ma questo suonare alto non lo dobbiamo intendere solo come uno squillante, un acuto o alto in decibel. Quando questa parola ha preso forma l'aggettivo 'alto', o meglio l'omologo latino 'altus', era più chiaramente percepito come enantiosemia che descrive sia l'elevato sia il profondo - alto è l'albero, alto è il mare. Ciò che 'suona alto' va pensato in questo alveo: un suono elevato ma anche e soprattutto un suono profondo, che quindi risuona, perfino rimbomba. La voce altisonante che si leva nella conferenza stampa per fare la domanda che tutti attendevano non viene tirata stridula, ma si produce di diaframma, arriva intensa e chiara in ogni angolo della sala; capisco subito che alla festa c'è un mio amico per la sua risata altisonante che sento echeggiare già da fuori; l'amica inizia a cantare e le note altisonanti si fanno intorno il silenzio.

Ora, l'altisonanza (che in sé è un dato fisico, acustico) ha invitato delle estensioni di significato sull'atteggiamento che la determina, trasformando l'altisonante nel magniloquente, come pure nel retorico, nell'iperbolico. Anche qui l'altisonante non è lo strillante, il berciante: si prende il tempo e la gravità di parlare (o scrivere) con contegno solenne, volentieri ampolloso, spesso vuoto, in un vibrare esagerato che si propaga con forza. I colleghi ci snocciolano in un elenco altisonante i luoghi dei loro viaggi recenti, la spiegazione altisonante copre l'assenza di giustificazioni, e tanto altisonante è la narrazione che il film epico diventa comico.

Profondità, risonanza, in una parola più tornita di quel che quotidianamente pare.

Parola pubblicata il 18 Agosto 2018

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