Bucolico

bu-cò-li-co

Relativo alla bucolica; che evoca le atmosfere della poesia bucolica, cioè di idillio campestre

dal greco boukolikos pastorale, derivato di boukolos pastore di buoi.

Con questa parola si attinge ai caratteri della poesia bucolica, richiamandone le ambientazioni, i toni, le atmosfere.

Tale genere poetico, che ebbe grande successo fra i Greci e fra i Romani e che non ha mai smesso di essere un importante riferimento durante tutta la storia della nostra letteratura, si fondava su un'idealizzazione della vita campestre. Secondo questo immaginario le campagne erano luoghi ameni abitati da allegri pastori e agricoltori dediti a schermaglie amorose, a danze, a esercizi poetici e, talvolta, a un lavoro leggero e festoso. I paesaggi erano idillici e tendenzialmente non c'era un problema serio al mondo.

Non c'è bisogno di puntualizzare che questo tipo di immaginario è completamente slegato dalla difficile condizione di vita in cui per secoli hanno vissuto pastori e agricoltori, ma cionondimeno è potentissimo, e ancora oggi ha una presa d'acciaio sulla fantasia della gente. Basti pensare alla miriade di pubblicità di generi alimentari che vi si rifanno per dipingere luoghi di produzione incantati e materie prime genuine.

Ad ogni modo questa parola non va liquidata come superficiale e ingannevole: essa può rappresentare un serio approccio nei confronti della natura, l'atteggiamento di chi vuole e di chi sa godersi la campagna. Così per l'estate si può scegliere di passare una vacanza bucolica lontana dall'afa cittadina, la gita bucolica con gli amici ci dà nuovo respiro, e ricorderemo per molti mesi la festa bucolica a cui abbiamo partecipato.

Parola pubblicata il 07 Luglio 2014

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