Pettinato

pet-ti-nà-to

Significato Ravviato col pettine; in senso figurato, curato nella forma, per lo più in modo eccessivo

Etimologia participio passato di pettinare, dal latino pectināre, derivato di pecten ‘pettine’, da pectĕre ‘pettinare, cardare’, su una radice indoeuropea legata alla tosatura e al vello.

Che cosa rimproveriamo, di preciso, a una prosa pettinata? Non l'ordine: l'ordine serve. Eppure basta che questo aggettivo lasci i capelli e si posi su uno stile, su un discorso, su un bilancio, su un modo di fare, e il complimento si guasta.

Sui capelli resta innocente: ben pettinato, mal pettinato, pettinato all'indietro. Ma l'uso figurato, che oggi va fortissimo, ha preso un'altra piega: lo stile pettinato è curato e fin troppo, la versione pettinata dei fatti è stata lisciata perché non faccia attrito, i resoconti pettinati sono passati da mani premurose prima di arrivare in consiglio. C'è una scala di intenzioni: si può pettinare per cura, come il dialetto pettinato per il palcoscenico o la traduzione pettinata per lettori più giovani, e si può pettinare con fini leziosi o doppi, che, restando nella cosmesi, arrivano al ritocco e al trucco. In ogni caso il pettine lavora per eliminare ogni frizione: sbroglia nodi, doma ciuffi ribelli — cioè anche un carattere irsuto che spesso è vitale.

La storia della parola non ci fa partire dai capelli. Il latino pectināre viene da pecten 'pettine', a sua volta da pectĕre 'pettinare, cardare'; e la sua radice antichissima, la stessa del greco pókos 'vello', parlava di pecore, di tosature, di lana (ne abbiamo parlato considerando la pecunia). Prima dei capelli si pettinava la lana per filarla: questo sì che era un lavoro rilevante e faticoso, il mestiere più antico del pettine. E da lì l'aggettivo si è sempre allargato volentieri: si pettinano i giardini coi filari in riga, i campi, i viali con gli alberi squadrati.

Immersi nel successo attuale rischiamo di perdere la dimensione storica di questa parola. Perché ad esempio... Chi, se non Dante? Nel De vulgari eloquentia, setacciando i vocaboli degni della poesia più aulica, scarta i puerili come mamma e babbo, i troppo molli, i troppo aspri; e fra le parole cittadine, ma diciamo pure urbane, distingue le pexa, alla lettera 'pettinate', dalle yrsuta, 'irsute' (il De vulgari è in latino). Pettinate sono le parole «dolata quasi, loquentem cum quadam suavitate relinquunt», «quasi piallate, che lasciano chi le pronuncia con una certa soavità»: tre sillabe o giù di lì, niente aspirazioni, niente x o z doppie (che osservazione deliziosa!), niente groppi di consonanti — amore, donna, disio, virtute, salute. Ma non dobbiamo pensare che la prescrizione sia così statuaria: per il suo volgare illustre Dante non tiene soltanto le pettinate; tiene anche le irsute nobili, necessarie o addirittura ornamentali nella loro asprezza, come terra, speranza, impossibilitate. La lingua alta ha bisogno di una chioma ordinata ma anche del ciuffo ribelle. Comunque, per Dante, 'pettinato' è una lode piena: la piega ironica e sospettosa è tutta moderna.

E peraltro è piuttosto comune: abbiamo sempre un pensierino malizioso verso l'ordine troppo ricercato. Certo, il curato è neutro e non insospettisce nessuno; il forbito ha già una certa lucidatura, ma frappone più distanza che diffidenza; l'azzimato porta la ricercatezza in bella vista, come chi si mette in ghingheri, e l'ammirazione cede al sorrisetto; il leccato il troppo l'ha già passato; e il lezioso è oltre, in piena smanceria. Il pettinato sta nel punto esatto in cui la cura comincia a farsi notare insolitamente: capello su capello, ogni cosa al suo posto. Ed è proprio questo a insospettire — dove non c'è niente fuori posto, la vitalità, l'autenticità ne risente?

Posso parlare della relazione arrivata ben pettinata in consiglio, senza un numero fuori posto e squisitamente impaginata; della canzone troppo pettinata che non graffia e non si fa ricordare; del ristorante pettinato in cui siamo spesso sul filo del disagio; del film pettinato che alla fine è sì à la page ma anche scolastico (ecco, bello anche il confine con la parte peggiore dello scolastico, patisce un'analoga aderenza al canone e mancanza di apporto personale).

In testa ci rimane, alla fine, l'importanza non minore dello spettinato: d'altra cantica, anche Dante la sua opera l'ha dovuta chiamare Commedia perché pettinata pettinata non era. E andava a finire bene.

Parola pubblicata il 28 Luglio 2026