Azzimato

az-zi-mà-to

Abbigliato, adornato con ricercatezza

dal latino: adextimare apprezzare, passato nel provenzale azemar con la connotazione del disporre e rinvenibile nell'antico genovese come acesmar ordinare. Nel XVIII canto dell'Inferno Dante usa il verbo accismare nel significato di acconciare, sistemare ("Un diavolo è qua dietro che n'accisma/ sì crudelmente...").

La connotazione sarebbe più orientata verso l'eccesso di ricercatezza: quindi sarebbe azzimato un damerino vanesio o un sofisticato salotto ottocentesco. Ciononostante, anche alla luce dell'etimo piano che non dà giudizi, il significato positivo risulta molto migliore: azzimato è quel personaggio vestito con cura elegante, originale e meticolosa, quell'ambiente lindo, singolare e raffinato - che si oppongono all'opulenza dell'abbigliamento o dell'arredo e all'eleganza omologata. Sarà azzimato il violinista col fazzoletto al collo che ama suonare nei teatri di campagna, il gazebo nel curato giardino della grande villa, su cui crescono bouganville e che protegge ampie poltrone di vimini. In questi sensi più luminosi diventa una parola che connota sorridente l'eleganza giustamente ricercata.

Parola pubblicata il 27 Maggio 2011

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