Genere letterario e cinematografico cinese basato su storie di eroi esperti nelle arti marziali
dal cinese 武侠 wǔxiá, composto dai due caratteri 武 wǔ ‘arte marziale’ e 侠 xiá ‘eroe, cavaliere’.

La Cina è così lontana, e così pochi sembrano i sinismi... A cercarli sui dizionari sono appena una manciata. Eppure sono di grande importanza, non solo perché in massima parte estremamente comuni, ma anche perché la loro storia è in grado di raccontarci uno dei contatti culturali più complessi e meno conosciuti che ci siano fra l'italiano e un'altra lingua.
Francesco Nati, esperto di lingua e cultura cinese, oltre che insegnante di italiano per sinofoni, ci accompagna alla scoperta della Cina che c'è in Italia.
Genere letterario e cinematografico cinese basato su storie di eroi esperti nelle arti marziali
dal cinese 武侠 wǔxiá, composto dai due caratteri 武 wǔ ‘arte marziale’ e 侠 xiá ‘eroe, cavaliere’.
Pianta asiatica delle teacee (Camellia Sinensis), le foglie della pianta stessa e la bevanda ottenuta dal loro infuso; ricevimento pomeridiano in cui lo si beve
dalla forma dialettale cinese te (parlata minnan), probabilmente per tramite dell’inglese e del francese (da cui la grafia alternativa ‘thé’).
Disciplina che punta all’armonia degli elementi di un ambiente studiandone la disposizione e l’orientamento
dal cinese 风水 fēngshuǐ, letteralmente ‘vento-acqua’.
Pianta leguminosa coltivata come foraggio, dai cui semi si ottiene farina, olio, latte, salse ecc
per tramite dell’inglese soy o soya, dal giapponese 醤油 shōyu ‘salsa di soia’, che a sua volta deriva dal cinese 酱油 jiàngyóu, letteralmente ‘olio di salsa (di fagioli di soia fermentati)’.
Monaco buddista; scherzosamente, persona che si dà grande importanza o che si comporta con eccessiva solennità
attraverso il portoghese bonzo, di etimo incerto; forse dal giapponese 凡僧 bonzō / bonsō (“monaco ordinario”), 法師bōshi o hōshi (“maestro della legge, maestro del dharma”) o 坊主 bōzu (“padrone della cella”).
In linguistica, lingua semplificata nata dall’incontro di una lingua straniera e una o più lingue indigene
voce inglese, adattamento cinese della parola inglese business, nel senso generico di ‘affare, attività, questione’.
Nome generico di vari stili di arti marziali cinesi; per estensione, indica anche il genere cinematografico ad esse relativo
dal cinese 功夫 gōngfu, letteralmente ‘abilità (sviluppata con l’impegno di tempo ed energia)’.
Pentola cinese dal tipico fondo arrotondato
dalla pronuncia in dialetto cantonese del carattere arcaico 鑊, che in cinese standard si pronuncia huò.
Manifesto cinese affisso in luoghi pubblici, generalmente di contenuto politico; per estensione, cartellone o striscione di contenuti analoghi, diffusosi anche in occidente
dal cinese 大字报 dàzìbào, letteralmente ‘manifesto a grandi caratteri’.
Salsa agrodolce a base di succo di pomodoro, aceto e aromi vari, usata come condimento per patatine fritte, panini ecc
attraverso l’inglese ketchup e l’olandese ketjap, e prima il malese kečap, dal dialetto del Fujian (provincia meridionale cinese) koe-chiap ‘salsa di pesce fermentato’.
Alla salute!, prosit!, detto durante un brindisi
dal verbo cinese qǐng (请), ‘prego’ o ‘per favore’, successivamente raddoppiato e da noi interpretato come onomatopea di due bicchieri che battono.