Burocrazia

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bu-ro-cra-zì-a

SignComplesso degli uffici e dei funzionari della Pubblica Amministrazione, e procedimenti che questo impone; osservanza pedante dei regolamenti

neologismo, secondo alcuni databile all'anno 1759 e inventato dall'economista Vicent de Gournay, ibrido di francese bureau ufficio, e greco kratos potere: il potere degli uffici.

La burocrazia penetra a fondo nelle nostre vite di cittadini, perfettamente calibrata per fare impazzire e multare anche il più ligio e paziente, generatrice di ingiustizie e ostacoli: questi sono discorsi qualunquisti, buoni per fogliettanti di terz'ordine - che in effetti ci si riempiono le gote come il criceto fa coi semi di girasole.

La burocrazia, se se ne accoglie il significato puro e purgato da pregiudizi, resta il necessario apparato che, oltre lo stretto recinto degli interessi particolari ed idioti, organizza la vita nella società, potere nobile capace di ergersi da pari fra le autorità dello Stato che presidiano i diritti del cittadino: per certo la tensione al miglioramento è da sforzare al massimo, per certo troppe cose non funzionano, ma proseguire utilizzando la burocrazia come antonomasia del cavillo, del procedimanto pedante, del meccanismo elefantiaco che non funziona, non fa che marchiarla a fuoco per i decenni futuri, culturalmente spogliata di ogni fiducia - e quindi mina nella costruzione di un sentimento di collettività.

Molto più saggio rifarsi al bizantino e al sofisticato - con buona pace di Costantinopoli e Protagora.

Parola pubblicata il 28 Agosto 2011

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