Carattere

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ca-ràt-te-re

SignSegno grafico; in tipografia, blocchetto per la stampa su cui il segno grafico sporge a rovescio; tipo di indole; tratto caratteristico; in drammaturgia, tipo di personaggio

dal greco charaktér impronta, da charàssein incidere.

Questa parola ha una mole impressionante di significati, che sarebbe superfluo tentare di elencare con precisione. È meglio cercare di capire quale sia il suo scheletro, e quali i suoi significati fondamentali da cui gli altri si dipanano.

Etimologicamente il carattere è un'impronta. Un significato eccezionalmente vicino ai primi che questa parola ha assunto in italiano, cioè quelli di segno grafico e, con l'avvento della stampa, di elemento tramite cui il segno viene impresso sulla carta. Fin qui, lo sviluppo semantico è lineare. Ora, il segno grafico è una figura con delle proprietà specifiche: significa un suono, un concetto, un numero. Così il carattere passa a significare - e questa è la chiave di volta di tutti i suoi significati figurati - un tratto distintivo. Caratteristico. Insomma, non c'è niente di più distinto di lettere e numeri. Il concetto di tratto distintivo, cioè di qualità che distingue, può essere applicato a una grande quantità di oggetti: pensiamo al carattere quale insieme delle qualità psicologiche che costituiscono il consueto temperamento di una persona, al carattere genetico quale elemento particolare che si manifesta a partire dal DNA di un individuo, all'attore caratterista, specializzato nel rappresentare uno specifico tipo umano.

Alla fine di tutti questi significati (parziali), notiamo qualcosa di splendido: il primigenio significato di 'impronta', figuratamente, li informa tutti. Il carattere resta sempre un'impronta distintiva.

Un'ultima considerazione sul carattere inteso come indole: molte volte il carattere di una persona viene inteso come un monolite fatale, qualcosa di identitario, con cui si nasce, e riguardo a cui c'è ben poco da fare. Ma è un significato abusivo: il carattere è una scelta che si costruisce, nel bene e nel male, su cui si ha pieno potere, e non è mai un alibi.

Parola pubblicata il 10 Novembre 2015

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