Esasperare

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e-sa-spe-rà-re (io e-sà-spe-ro)

SignAggravare qualcosa; portare qualcuno al limite della sopportazione

dal latino exasperare, composto da un ex intensivo e asper aspro.

Quelli di questa parola sono significati potenti, che l'etimo ricollega direttamente alla sfera sensoriale: infatti l'exasperare latino comunica un parossismo di asprezza - il che, figuratamente, si traduce poi nell'aggravio di qualcosa o nel sommo logoramento e irritazione di qualcuno.

A esempio del primo caso, si può esasperare il carico di lavoro di un tirocinante, una sofferenza può essere esasperata dalla solitudine, ed episodi di violenza durante una manifestazione possono esasperare una tensione politica già alta. Ancor più interessante è la seconda accezione di questa parola, che riguarda la persona: il bambino intrattabile esaspera la tata, i lavori in casa mi esasperano, e tentare di discutere con certe persone è esasperante; l'interesse sta nel fatto che ad essa e al suo bel significato viene solitamente preferito l'alveo di un sinonimo più in voga e pronto all'uso: stressare. Ma non ne ha il medesimo valore: l'esasperazione è forte, corposa, un picco che distingue un profondo stato d'animo di nervosismo e irritazione - che ha poco a che vedere col vago tenore dello stress, suscitato da ogni piccolezza. Esasperare, in questo senso, significa portare all'estremo limite della sopportazione, ben oltre quello della pazienza.

Parola pubblicata il 23 Settembre 2014

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