Autore

au-tó-re

Chi crea

dal latino: auctor, da augere far crescere.

Le parole che indicano un essere attraverso il fare sono molto comuni: è poeta chi fa poesia, è pittore chi fa dipinti e via dicendo. Sono comuni e ovviamente necessarie, ma in un certo modo anche pericolose: attribuire uno status, una qualificazione identitaria ad una persona in base a quel che fa, traccia nel sé un limite estremamente netto e perciò molto approssimato. Categorizzare gli umani è un'azione che ha sempre un che di arrangiato.

L'autore, nella sua vaghezza, si dimostra tanto più versatile e adatto a esprimere questa denotazione creativa - una tensione umana proteiforme, che solo per convenzione, trascuratezza o vanità si può voler titolare. Inoltre il connotato dell'autore è forte e poetico: il far crescere è abissalmente diverso dal fare; l'autore resta un tramite - padre di quel che fa crescere, ma come un padre è individuo separato, con negli occhi già il traguardo dell'autonomia di questa creatura. Così si potrà essere autori di una serata di beneficenza, come autori di un romanzo a fumetti, come di un'atmosfera calorosa a casa o a lavoro.

Parola pubblicata il 02 Luglio 2012

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