Bacheca

ba-chè-ca

Mobile a vetrina usato per esporre oggetti preziosi; pannello appeso al muro per esporvi avvisi

etimo incerto.

La nascita di questa parola è oscura, la sua storia sorprendente.

È attestata nel Seicento col primo significato di mobiletto, sostenuto da gambe o alzato da un piedistallo, che consiste in una sorta di cassetto chiuso sopra da un vetro. Un mobiletto da esposizione, quindi, che rispetto a una vetrina offre alla vista (ma protegge dalla mano) in senso orizzontale, su un piano. I gioiellieri espongono la loro splendida mercanzia in bacheche, scegliamo la penna che vogliamo comprare fra quelle esposte nella bacheca; e spesso il piano di vetro in favore del cliente è inclinato, e a anche il trionfo di formaggi della bottega è disposto in una bacheca refrigerata.

Comunque, pare sia rapidamente caduta in disuso (rimanendo appena col significato striminzito di cassetta da esposizione degli orefici) fino alle porte del Novecento, quando è rifiorita; ed è solo negli anni '70 che la bacheca è diventata anche il pannello appeso bene in vista perché vi siano attaccati avvisi, documenti, comunicazioni. L'idea è sempre quella di un'esposizione su una superficie unica.

E fra l'altro si dice bacheca anche il riquadro diviso in piccoli scomparti a giorno per esporre piccole collezioni in ambito più domestico (io avevo una bacheca con le sorpresine degli ovetti di cioccolato). Ma soprattutto, oggi, la bacheca è quella pagina di una piattaforma software in cui, come nella bacheca-pannello, sono organizzate novità pertinenti, o come nella bacheca-vetrina sono esposte alla scelta pronta diverse funzioni. Pensiamo a come Facebook sceglie che cosa mostrarci nella nostra bacheca, o alla bacheca WordPress che ci presenta informazioni e strumenti di pubblicazione.

Le parole hanno una vitalità strana: possono assopirsi fino a ricevere una croce sul dizionario e poi rimontare in un vigore inatteso per vie inimmaginate. Qualcuno potrebbe chiedersi: «Ma davvero non abbiamo idea di dove salti fuori questo termine?» Abbiamo solo poche ipotesi un po' scarse. In latino baca è la bacca, l'oliva ma anche la perla; e magari incrociato con apotheca, cioè 'bottega', può mostrarci di scorcio quell'espositore di cose preziose. Se traesse origine dal latino vacuus renderebbe conto dello spazio vuoto che interpone nel mostrare. Ma non paiono ipotesi forti.

Nota finale su una coda arcaica che potrebbe tornare facilmente in auge: 'bacheca' femminile o 'bacheco' maschile si dicevano persone buone a nulla, anzi buone solo a far mostra di sé. Oggi si può letteralmente far vana mostra di sé attraverso una bacheca, quindi il ritorno del bacheco è servito.

Parola pubblicata il 19 Ottobre 2018

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