Bolo

bò-lo

Boccone di cibo masticato pronto per essere inghiottito

dal latino tardo: bolus grossa pillola, dal greco: bolos cumulo, zolla di terra.

Premettiamo che non è proprio la parola migliore di cui parlare appena dopo mangiato.

In origine questa parola aveva un significato estremamente generico, e fu recepita dal latino con un significato ben più netto - che è poi la base del significato attuale. Il bolo è qualcosa che ha a che vedere con la deglutizione: si può trattare del bolo alimentare, risultato della masticazione di un boccone; si può trattare di un bolo medico, una medicina impastata in una grossa pillola masticabile - ancora in voga in campo veterinario; si può trattare delle masse di materiali indigeribili che si trova negli stomaci dei volatili - masse che vengono rigurgitate, e che dicono molto sulla vita di questi animali. Inoltre questa parola suggerisce ai sensi una certa consistenza, un amalgama pastoso, untuoso: da questa sensazione prendono il nome di bolo alcune argille.

Al di là di questi usi codificati, quella del bolo è un'immagine che invita alla metafora, sia a livello ideale (considerando quindi il carattere di pasta omogenea e compatta, pronta per la deglutizione), sia a livello sensibile (considerando quindi le sensazioni tattili che ispira). Si tornerà dalla conferenza con un bel bolo di appunti da riguardare e inghiottire con calma, e si storcerà il naso quando si deve mandar giù un bolo di critiche trite e confuse; dopo aver giocato coi nipotini ci si ritroverà con un bolo di plastilina sotto la scarpa, e l'artista plasmerà una delicata figura dal bolo informe della creta.

Parola pubblicata il 04 Ottobre 2013

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