Branca

bràn-ca

Zampa di animale dotata di artigli; mano pronta a ghermire, avida; di strumenti che servono per stringere, ciascuna delle due parti che li compone; ramo; rampa di una scala; suddivisione, settore di una scienza o di un'attività

dal latino tardo branca 'zampa', forse di origine gallica, dall'ipotetica voce branka 'braccio'.

Certi usi pacifici nascondono dei trascorsi combattuti. Ad esempio, parlare di una 'branca del sapere' ci sembra normale, anzi perfino elegante, eppure si tratta di un uso non solo comparso in epoca recente (si parla dell'Ottocento a fronte di una storia continua) ma fieramente osteggiato. Già perché si tratta di un uso sviluppato in francese, che dà un senso diverso e nuovo a un'immagine delle più affascinanti e spaventevoli.

La branca è la zampa di animale, dotata di unghie, di artigli. Branche quelle del cane, quelle dell'orso, quelle del leone. Si tratta di un uso maturato nel latino tardo, probabilmente a partire da una voce celtica, gallica — il suo suono ha una forza e un'asprezza molto poco latine, in effetti. Di branche o branchie di questo tipo (non c'entrano etimologicamente quelle dei pesci, ma la confusione fra queste parole è da sempre permanente) si parla fin dall'alba della nostra lingua; e non ci stupiscono usi che vedono nella branca la mano avida, pronta a ghermire, a dominare. Si può parlare della branca del creditore implacabile e fiscale, delle branche dell'organizzazione criminale che arrivano molto lontano, della branca di un erede che vuole arraffare tutto quel che può. E anche lo splendido uso figurato che vede branche nelle estremità degli arnesi che servono per stringere — le branche di una pinza, di una tenaglia — è in perfetta linea con questa immagine. Però la branca latina, con duraturo successo in Francia, ha suggerito un genere speciale di significati ulteriori e inattesi.

Poiché camminiamo in una foresta di simboli familiari e di corrispondenze, l'immagine della zampa artigliata echeggia nell'albero che si dirama: se vogliamo spenderci un pensiero in più, quella delle grinfie dell'albero è una classica immagine d'incubo (qualcuno si ricorderà Biancaneve che fugge nella foresta). Così la branca diventa il ramo — e peraltro passa così anche nell'inglese branch; e poiché la tassonomia in cui ordiniamo il sapere (non riusciamo a levarci di testa l'albero della conoscenza) evoca in maniera ineludibile rami e diramazioni, la branca diventa anche la suddivisione, il settore specifico di una scienza, o anche di un'attività. Così parliamo del punto d'incontro fra due branche di una disciplina, l'impresa si sforza di affermarsi in una branca produttiva, e mi scuso ma non è la mia branca.

Infine è bello notare che la branca può anche essere la rampa di una scala: 'rampa' nasce col medesimo significato di 'branca', e parallelamente ci dipingono un braccio scalinato di leone o d'orso che artiglia il piano o il pianerottolo superiore.

Parola pubblicata il 02 Dicembre 2019

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