Diramare

di-ra-mà-re (io di-rà-mo)

Trasmettere una notizia o un ordine a più persone, diffondere; dividere; sfoltire

composto parasintetico di ramo, preceduto da un di derivativo.

Questa parola ha il pregio di una fisicità intensa. Nel suo comune significato di diffondere notizie od ordini a qualcuno si rifà all'immagine etimologica dei rami che si dividono frattalmente, moltiplicandosi - più che un'immagine, una sensazione. Così si può parlare del generale che dirama l'ordine ai suoi sottoposti, del ministro che dirama una circolare fra gli uffici dell'amministrazione, dell'associazione che dirama un comunicato stampa fra le testate giornalistiche. Una diffusione capillare e solida, da bocca a bocca, da mano a mano.

Il significato di dividere - per la verità, decisamente rétro - scaturisce da un focus un po' diverso sulla medesima etimologia: se da un lato la diramazione moltiplica, dall'altro divide i rami madornali in rami minori, che prendono direzioni diverse. In questo senso si possono diramare gli amici delle scuole medie, le ali di una folla, le tesi di uno studio.

Infine, il significato di sfoltire prende le mosse da un prefisso [di-] che non è semplicemente derivativo, ma negativo; si tratta di un significato che vive in ambiti agricoli, e senza estensioni figurate: non si diramano che gli alberi e gli arbusti.

Parola pubblicata il 25 Ottobre 2014

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