Caspita

cà-spi-ta

Espressione di meraviglia o di risentimento

alterazione eufemistica di cazzo.

La galassia delle esclamazioni è sconfinata: esistono centinaia di forme con cui si può esprimere ogni tipo di sentimento, dall'ammirazione, allo stupore, alla meraviglia, al risentimento, all'impazienza. Alcune sono scurrili, altre no; ma esiste anche un folta famiglia di esclamazioni che sostituiscono eufemisticamente altre sicuramente scurrili. Questo è il caso di "caspita" - alterazione eufemistica di "cazzo" - e del suo consueto diminutivo "caspiterina".

Certo ha una forma gradevole, tanto edulcorata da non evocare in nessun orecchio la sua origine triviale, ed è normalmente percepita come una parola buona per grandi e per piccini, per la famiglia, per il gruppo di amici e per l'accademia (chi mai si vergognerebbe a dire "caspita" davanti a un professore?); la profonda differenza che esiste fra questa esclamazione e sue omologhe di origine meno volgare, quali "perbacco" "diamine" "accidenti", viene colmata dalla grazia della sua maschera. Uno splendido esempio della forza dell'eufemismo, che riesce ad acconciare in maniera presentabile qualunque cosa.

Parola pubblicata il 02 Ottobre 2014

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