Ciangottare

cian-got-tà-re (io cian-gòt-to)

Articolare male le parole, parlare senza spiccicare bene i suoni; cianciare, parlare a vanvera; cinguettare; di acqua gorgogliare, mormorare, sciabordare

voce onomatopeica.

Sorprende sempre osservare come una voce onomatopeica possa sviluppare significati strutturati come questi.

La resa del suono è eccezionalmente ricca: vario, interrotto, che si prende il suo bel tempo per essere pronunciato, esplorato. Ci viene subito di associarlo al cianciare, ma, curioso, il primo significato con cui è attestato è quello relativo all'acqua (siamo nel Trecento). Ciangotta l'acqua che gorgoglia, che scorre con uno sciacquìo mosso e moromorato, che sciaborda in modo discontinuo: il suono della parola è abbastanza distante da quelli che riconduciamo di solito all'acqua corrente, ma proprio per questo riesce a coglierne dei tratti sonori originali.

questo particolare parlare che è proprio dell'acqua fa del ciangottare un parlare stentato, in cui le parole sono articolate male, senza che i suoni siano detti in modo distinto (non è strano pensare a parole gorgogliate) - ed è innanzitutto il modo di parlare dei bambini che provano le parole, i discorsi. La bimba ciangotta e tu annuisci e interloquisci cercando di riprendere il filo del suo dire, ma non solo; quando gli amici al sesto cocktail iniziano a ciangottare capisci che è ora di riportarli a casa, e l'anestesia del dentista mi lascia cinagottante per il resto della serata. Il passo dal dire male al cianciare a vanvera è chiaro e aperto: l'esperto ciangotta su discipline non sue, i colleghi ti scaricano il loro lavoro e si accampano a ciangottare alla macchina del caffè.

È anche il cinguettare. Che pure è onomatopeico: come sono vicini. Ma le piccole alterazioni che li separano fanno di questi due sinonimi mondi diversi - non strano, visto che gli uccelli non fanno un solo verso, e quello che indichiamo genericamente come 'cinguettare' è una galassia di versi. Se si vuole esplicitare una differenza, magari il cinguettare è melodioso, aggraziato, con passaggi morbidi da usignolo; magari il ciangottare è più aspro, balbettato, con passaggi sincopati da forapaglie. Ma è solo un'ipotesi per accomodare lo stento del ciangottare con la musica del cinguettare.

Parola pubblicata il 20 Ottobre 2018

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