Decimare

de-ci-mà-re (io dè-ci-mo)

Punire con la decimazione; falcidiare, ridurre di molto il numero di un gruppo

dal latino: decimare, derivato di decimus decimo.

Nell'antica Roma la decimazione era una punizione estrema, applicata in ambito militare, che consisteva nell'uccidere un decimo dei soldati appartenenti a reparti che si erano resi colpevoli di atti di codardia, ammutinamenti o gravi mancanze. Il decimo che veniva condannato a morte era estratto a sorte, senza tener conto di ruoli e gradi. Questa antichissima e terribile pena, introdotta nel V secolo avanti Cristo, è arrivata fino alla prima Guerra Mondiale, durante la quale fu inflitta a disertori e ribelli.

La curiosità di questa parola è che nel suo uso comune rappresenta una riduzione notevole degli elementi di un gruppo, di ben più di un decimo; in effetti spesso si crede che decimare significhi ridurre a un decimo. Un disastro ambientale può decimare la fauna di un fiume; la peste nera decimò la popolazione europea; i candidati vengono decimati dalla prova preselettiva. In questo incrudimento quantitativo del concetto di decimazione si può leggere l'onda lunga del grave terrore che ne accompagnava lo spettro.

Parola pubblicata il 26 Aprile 2014

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