Decrepito

de-crè-pi-to

Estremamente vecchio, in decadenza

voce dotta recuperata dal latino decrepitus, forse derivato dal tema del verbo crepare 'fendersi', con de- rafforzativo.

Siamo davanti a una delle manifestazioni più vivide del vecchio, fotografato in una decadenza avanzata. Già perché il vecchio in sé non implica alcuna decadenza: querce vecchissime si allargavano serene e rigogliose sopra le vicissitudini dei nostri trisavoli e lo faranno su quelle dei nostri bisnipoti, il vecchio trucco funziona sempre, e la stessa parola 'decrepito' è davvero vecchia, ma che smalto.

Farebbe piacere poter dire una parola definitiva sull'etimologia, e invece si arriva solo al decrepitus, che aveva lo stesso significato che ha il nostro decrepito. Le fonti migliori sono molto caute nell'indicare l'ulteriore derivazione da crepare, 'fendersi', ma noi ne possiamo cogliere la suggestione (molto forte anche in virtù della plausibile origine onomatopeica di crepare). Il decrepito porta sulla superficie i segni del tempo, che però non sono solo superficiali anzi raccontano qualcosa di profondo: ragnature di rughe, screpolature, incrinature, spacchi. È la fenditura della decadenza il segno che ci porta il decrepito, forse anche etimologicamente.

Oltre all'amabile decrepito vecchietto che ogni volta che passiamo accanto alla sua panchina ci ferma per raccontarci sempre la stessa storia, ci stupiamo nel rivedere il collega che non abbiamo più incrociato per una decina d'anni trovandolo decrepito, invecchiato di venti; gli uffici sono collocati in un palazzo decrepito che non ha più niente di distinto e prestigioso, ma anche l'istituzione che vi ha sede può essere decrepita e in mano a parrucconi; chiudiamo il romanzo a metà dopo un'infilata di cliché decrepiti, e anche i più giovani possono avere idee decrepite.

La lieve ricercatezza si sposa con una diffusione molto larga, e se ci aggiungiamo il significato vivido capiamo subito che siamo davanti a una parola imperdibile.

Parola pubblicata il 26 Settembre 2019

Commenti