Desinare

de-si-nà-re

Pranzare; pranzo

dal latino: disieunare comosto da dis e ieunum digiuno, quindi rompere il digiuno.

Diverse parole ormai arcane si rifanno al pasto come alla rottura del digiuno - eccezione che incrina la regola.

Sono un retaggio sobrio e frugale di un passato in cui il mangiare non era scontato, selvaggio e spasmodico come oggi. Il desinare, pasto principale della giornata - praticamente unico pasto - porta con sé una connotazione di aspettativa, di riuscita, di posata meticolosità nella preparazione del cibo che ancora possiamo vedere o ricordare nei nostri nonni, che molto più spesso di noi hanno conosciuto la fame, il non poter mettere in tavola quel pranzo così fondamentale alla vita e il doversi far coraggio coi fratelli e i genitori, e l'importanza atavica del rito del desco.

Dalla stessa famiglia abbiamo l'asciolvere, ossia la merenda o la colazione, sempre dal latino [absolvere (ieunia)] sciogliere il digiuno - e alcuni noteranno l'affinità col francese [déjeuner], col medesimo significato e origine.

Parola pubblicata il 11 Agosto 2011

Commenti