Frugale

fru-gà-le

Sobrio, parco

dal latino: frux frutto.

L'etimologia ci porta a vedere il frugale come chi si cibi dei frutti della terra che lui stesso coltiva: una sobrietà, quindi, contenuta da quel che si produce che sia bastevole alla vita - lontano dagli eccessi industriali, dai fasti esotici. Una morigeratezza che rinsalda l'umiltà in quanto contatto con la terra.

Sarà frugale un pasto consumato da soli all'aperto nella brezza serale dell'estate, guardando le nuvole che si incendiano di tramonto, gustando pomodori, olio e basilico; sarà frugale una festa con pochi amici, il vino del contadino e buona musica, in cui ognuno si senta ospite accolto; saranno frugali le abitudini misurate del vecchio nonno, che guarda con diffidenza le novità del terzo millennio e si sposta sempre in bicicletta.

Parola pubblicata il 22 Agosto 2011

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