Disavanzo

di-sa-vàn-zo

Eccedenza delle uscite sulle entrate

composto da dis negativo e avanzo rimanente - e quindi, profitto.

È una parola che indica con grande grazia quello che fondamentalmente è un ammanco, un debito. Parlare di un disavanzo di un milione, piuttosto che di una passività di un milione, ha un connotato più serafico, che dà l'idea di una padronanza piena della situazione: un disavanzo è poca cosa, rispetto a un debito, è tranquillamente gestibile e rientra nella fisiologia del flusso di entrate ed uscite. Pare.

Insomma, è una parola che sofistica ed edulcora una realtà spiacevole - definisce qualcosa che non-rimane, qualcosa che non-avanza. Piuttosto che la sua negazione, è l'"avanzo" a risuonare nella parola - tant'è che spesso "disavanzo" viene usato, in maniera completamente impropria, per indicare l'avanzo, il profitto, nell'enfasi del discorso.

È proprio una di quelle parole da cui guardarsi, perché può nascondere un fine eufemistico.

Parola pubblicata il 15 Luglio 2013

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