Egemonia

e-ge-mo-nì-a

Supremazia, predominio, specie di uno Stato su altri

dal greco heghemonìa 'primazia, comando', a sua volta da heghemòn 'condottiero', derivato di heghèisthai 'condurre'.

Questa è una delle parole che da studenti si impara subito a usare per fare bella figura nei temi e alle interrogazioni. Intento peregrino? Niente affatto, e non solo perché ha quel giusto grado di ricercatezza che conferisce una certa eleganza al discorso. Il fatto curioso è che si tratta di un termine comparso in italiano in tempi relativamente recenti - attestato solo verso la fine del XVIII secolo - recuperato direttamente dal greco. Certo avviene in un momento di rinnovato interesse verso il mondo classico, ma (volendo essere maliziosi) un recupero così tardo non può non far pensare a un intento simile a quello dello studente in cerca di termini aulici.

Parliamo di recupero perché quello dell'egemonia è un rapporto che si profila classicamente fra gli Stati dell'antica Grecia: la loro frammentazione è arcinota, ma quando più città si radunavano in leghe era consueto che una in particolare avesse un ruolo di guida (Sparta in quella peloponnesiaca, Atene in quella delio-attica e via dicendo). E proprio questa è la cifra dell'egemonia: la supremazia, il predominio di chi conduce.

Oggi questa cifra è un po' svalutata, e l'egemonia è normalmente intesa come semplice superiorità, preponderanza. Quindi si parla anche dell'egemonia di un marchio in odor di monopolio, o della lotta per l'egemonia su un mercato, e non solo dell'egemonia della superpotenza militare sui suoi stati-satellite o dell'egemonia di una corrente in un panorama artistico.

Parola pubblicata il 15 Ottobre 2016

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