Farabutto

fa-ra-bùt-to

Mascalzone, persona disonesta, senza scrupoli

dal tedesco Freibeuter saccheggiatore, pirata, a sua volta dall'olandese vrijbuiter libero cacciatore di bottino, composto da vrij libero e buit bottino.

Si potrebbe dire che il farabutto è il filibustiere che ha lasciato il mare. Infatti i nomi di queste due figure condividono la medesima radice, e in origine descrivono personaggi affini (nonostante la "Filibusteria", a onor del vero, fosse qualcosa di specifico): i classici predoni, canaglie che scorrazzano per i sette mari, pendagli da forca a cui la marina reale dà una caccia indefessa.

Ora, i mercenari italiani che fra XVII e XVIII secolo militarono negli eserciti delle Fiandre, di ritorno a casa si portarono dietro questa parola - che si emancipò presto dall'uso marittimo, allargando il proprio significato fino a ricomprendere genericamente qualunque delinquente, qualunque persona disonesta. È una parola vasta e vaga, ma esprime di cuore il concetto che denota: il farabutto non è qualcuno a cui geometricamente si addebitano vizi e disonestà, è proprio un mascalzone dentro - come ci immaginiamo i bucanieri senza scrupoli delle Antille.

Parola pubblicata il 28 Marzo 2015

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