Fervido

fèr-vi-do

Caloroso, intenso, vivace

dal latino fèrvidus, propriamente 'che bolle', derivato di fervère 'bollire, ardere'.

Nel fervido l'immagine di ciò che bolle, dell'ardente, si traduce in usi figurati particolrmente coloriti. E in effetti, gli usi propri sono recessivi (della pentola fervida si parla poco).

Si dice fervido ciò che è umanamente caloroso, intenso: può essere fervida l'orazione pronunciata in elogio a qualcuno di schiettamente stimato, fervidi gli auguri scritti per mail da migliaia di chilometri di distanza, fervida la poesia che quasi pare ci abbracci. Ma non solo: questo bruciare, anzi questa inclinazione al bruciare si traduce in vivacità, in estro, in forza. L'ingegno fervido lavora sempre, l'entusiasmo fervido arde con costanza, una fervida fantasia genera ogni volta nuove storie.

Ed è qui che cogliamo la sottile differenza fra fervido e fervente (di rado valorizzata ma evidente): il primo è un participio presente, e presente è il bruciare che descrive, per cui ora la gioia è fervente, mentre il fervido descrive meglio una propensione. Insomma, l'essere fervida dell'immaginazione è un'attitudine, più che uno stato.

Parola pubblicata il 19 Agosto 2017

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