Gang

L'anglicismo e il gentiluomo

ghèng

Gruppo organizzato di malviventi; compagnia, gruppo di amici

voce inglese, dall'antico inglese gang 'viaggio' (da gangan 'andare'), che ha prima specializzato il suo significato descrivendo un insieme di attrezzi da lavoro (che 'vanno' insieme), poi una compagnia di lavoratori, e quindi un gruppo itinerante di persone e infine di criminali.

Tutti conosciamo questo termine, ma forse non è più altrettanto noto il percorso da esso compiuto per insediarsi finalmente nella nostra lingua.

Partiamo con l’etimologia di questo anglicismo, che deriva dal verbo gangan, voce dell’inglese antico che significa 'andare', il che già ci fa intendere come non si tratti certo di un gruppo di persone tranquille e sedentarie, bensì di individui che fanno del movimento continuo in comitiva il proprio stile di vita. Ebbene, la gang non è altro che una banda, così come il gangster è, né più né meno, il bandito, ma prima la letteratura e poi il cinema americani hanno pian piano costruito nell’immaginario mondiale un ritratto molto vivido, univoco e quasi stereotipato del tipico gangster e della sua combriccola (ecco un altro sinonimo di gang), cosicché anche la parola per indicarli ha smesso di essere tradotta.

Tradotta no, è vero, ma inizialmente adattata: ormai in disuso, per diverso tempo gli adattamenti ganga e ghenga (in alcuni casi anche nella forma ghega) l’hanno fatta da padrone, figli di quell’inglese in qualche modo “personalizzato” dagli emigrati italiani negli USA, che al loro ritorno in patria hanno diffuso numerosissime di queste forme nei loro dialetti e spesso, per osmosi, nella lingua italiana. Ora che la versione originale si è per il momento assestata, il suo significato si è anche esteso ad indicare scherzosamente ed in maniera informale, proprio come in inglese, un gruppo di amici, soprattutto se particolarmente affiatati, rumorosi e sempre in movimento a fare baldoria.

Parola pubblicata il 01 Settembre 2017

L'anglicismo e il gentiluomo - con Eleonora Mamusa

Di nuovo sul fronte sempre caldo, interessante e scivoloso degli anglicismi: stavolta a venerdì alterni con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa - per riuscire a strutturare in merito idee più confacenti.

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