Invaghire

in-va-ghì-re (io in-va-ghì-sco)

Far nascere in qualcuno un sentimento d'amore, attrarre

composto parasintetico di vago, dal latino vagus, con prefisso in- 'dentro'.

Anche nell'invaghire e nell'invaghirsi troviamo il 'vago' nel suo significato più raro e aggraziato: i profili dell'errante, dell'instabile e dell'incerto con cui di solito lo conosciamo qui sconfinano nel desideroso — quasi a disegnare una ricerca costante nella sua volubilità, un movimento libero e indeciso verso qualcosa. Si può essere vaghi di rinnovamento, vaghi di sentimenti appassionati, vaghi di qualcosa da sgranocchiare.

L'invaghire aziona e direziona in un in questo sentimento aereo e mobile, e il colore è invariabilmente amoroso; questa selezione della passione d'amore è originale, la troviamo fin dalle prime attestazioni del verbo (per la cronaca nel Trecento, nel Canzoniere di Petrarca, ma solo Amor che del suo altero lume/ più m’invaghisce dove più m’incende). L'invaghire è quindi un accendere in qualcuno un sentimento d'amore, un attrarre, e l'invaghirsi è l'innamorarsi. Più o meno.

Già perché la matrice del vago non è per sua natura stabile, e quindi è un sedurre o un desiderare abbastanza leggero. Beninteso, non si tratta di vana infatuazione: è un sentimento mutevole, non frivolo. Così per far passare un po' di tempo evitiamo la cena a cui sarà presente una persona che sospettiamo si sia unilateralmente invaghita di noi; così con un atteggiamento sicuro e passionale invaghiamo qualcuno che non consideravamo; e il nonno vispo e un po' svanito riscrive il testamento ogni volta che s'invaghisce di qualcuna.

È vero, l'invaghire e l'invaghirsi possono avere spesso una sfumatura libresca che poco si attaglia alla realtà che si vuole descrivere, o possono avere il colore di un eufemismo per passioni cupe e violente (quante volte abbiamo letto che Zeus si invaghì...). La vaghezza dell'invaghire è autentica, vissuta in maniera accesa ma col passo leggero: non è la parte profonda dell'amore e della passione, ma nemmeno quella oscura.

Parola pubblicata il 06 Giugno 2019

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