Latebra

la-tè-bra

Nascondiglio, luogo oscuro; recesso, profondità

dal latino làtebra 'nascondiglio, tana', derivato di latère 'stare nascosto'.

Siamo davanti a una parola alta, letteraria, un latinismo puro, capace di ammantare di grazia e ricercatezza il suo referente (cioè l'elemento della realtà che descrive). In realtà, è piuttosto semplice.

La latebra è il nascondiglio, la tana, il luogo oscuro - in cui, l'etimologia ci suggerisce, qualcosa usa stare nascosto. Va detto che è spesso usato al plurale, quasi a indicare un insieme di recessi. Si può parlare della latebra dove vive il collega - un appartamento a cui è affezionato, anche se magari avrebbe bisogno di tende nuove; si può parlare delle latebre della biblioteca dove stai cercando un libro; e l'amico entusiasta ci fa da Virgilio nelle latebre dei locali underground.

Figuratamente la latebra passa a significare la profondità segreta: le persone più care conoscono le nostre latebre più inaccessibili, il significato del romanzo è affossato in una latebra ineffabile che ci lascia scettici, ci si interroga sulle latebre della mente che producono il crimine.

Se poi qualcuno vuole fare il vezzoso può anche dire làtebra, alla latina.

Parola pubblicata il 20 Settembre 2016

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