Tenda

Parole terremotate, parole rinnovate

tèn-da

Telo, in particolare di tessuto, che si pone sopra o davanti a qualcosa per riparo; riparo mobile

dal latino medievale: tenda, derivato dal latino: tendere tendere, stendere.

Il concetto di qualcosa che copre e protegge è tanto delicato; così è la tenda, sia come arredo sia come rifugio, nel suo bel riparare dal vento o dal sole o dagli sguardi e nel suo essere ricovero dalla pioggia e dal freddo. Inoltre è un oggetto che porta in sé la cifra preindustriale della pazienza e della cura con cui è tessuto o conciato; racconta l'attenzione con cui viene posta nella casa - che sia la più povera o la più ricca - o il lavoro studioso con cui viene montata, tesa su un'ossatura complessa o su pali e corde, vuoi nel deserto a dar ristoro dal sole impietoso, vuoi piantata nel fianco della montagna a far da scudo contro raffiche gelate.

Trasmette però un'idea di protezione provvisoria: la tenda non è una porta o una finestra, la tenda non è una casa di mattoni - ma versatilmente si presta allo scopo nel momento del bisogno; ed è in questo che conserva un margine di libertà: nei rapidi movimenti che le imprime il vento, nella mobilità che permette di caricarla in spalla o a cavallo per ripiantarla altrove - nella vita del nomade, nella vita di chi non si rinserra dietro plutei duri, ma sceglie diaframmi leggeri e discreti.

Siamo stati sotto le tende come un popolo di nomadi, migranti su un terreno mobile e verso una terra dalle promesse incerte. La vita in tenda, nel riportare con ruvidezza l'esistenza quotidiana a modalità più essenziali, ci ha spinti a una maggiore autenticità e ci ha fatto sperimentare - insieme ai disagi - momenti di fraternità, che vorremmo non restassero solo un ricordo.

Parola pubblicata il 10 Maggio 2013

Parole terremotate, parole rinnovate - con Associazione LaCà

Con l'associazione culturale LaCà, nata dopo il sisma in Emilia, cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare.

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