Malandrino

ma-lan-drì-no

Delinquente; monello

forse composto da malo e landrino, affine a landra prostituta, derivato dal tedesco medio landern vagabondare. Quindi, propriamente, vagabondo cattivo.

Nonostante il grave significato originario, che si rifà allo stagionato immaginario del vagabondo mascalzone, è difficile usare questa parola seriamente: il malandrino non può più essere un pericoloso delinquente, un brigante senza scrupoli, un pendaglio da forca. Il malandrino oggi è piuttosto il birbaccione che una ne fa e cento ne pensa, o il monello impertinente, o la simpatica canaglia; certo non tiene le più irreprensibili delle condotte, ma diciamo che la sua vivacità e il suo estro gli valgono una facile venia e una strizzata d'occhio, mentre gli si leva e agita la mano contro in una blanda minaccia.

Si tratta di una parola di grande valore proprio perché il suo semplice impiego determina il tono scherzoso del discorso - uno scherzo posato, contenuto, mai volgare. L'anziano si lamenta dei malandrini che gli lasciano i segni delle pallonate sul muro di casa; il furto di arance è senza dubbio opera di quel malandrino che bazzica questi rioni; e come scordare la mitica Mappa del Malandrino (egregia traduzione dell'inglese [marauder]) di Harry Potter?

Parola pubblicata il 09 Aprile 2014

Commenti