Matrimonio

ma-tri-mò-nio

Istituto giuridico o religioso con cui si sancisce l'unione di due (o più) persone

dal latino matrimonium, da mater madre, intendendolo quale ufficio femminile riguardo la creazione e cura della famiglia - su modello di patrimonium, che invece si collega all'ufficio del padre di provvedere al sostentamento.

In questa singola parola si affollano centinaia di significati diversi, che si susseguono e avvicendano nello spazio e nel tempo. La stessa etimologia pare infinitamente lontana. Perciò, nella sua analisi, specie di questi tempi, è interessante ricercare un nocciolo definito, un'essenza non esposta al cambiamento, che la identifichi, a cui chiedere "Che cosa sei?".

Il matrimonio, questo si può dire, è un rito di unione. Può mutare l'autorità celebrante, possono cambiare gli enti davanti a cui è celebrato, possono variare coloro che nel matrimonio vengono uniti - in numero, genere, specie, piano dell'esistenza -, può variare nella formalità della liturgia, nella durata, nelle motivazioni, nelle finalità e in mille altre cose. Soltanto il suo unire non cambia, e questo è sufficiente a renderlo un concetto meraviglioso: il matrimonio diventa un filo nella colossale trama del mondo, anzi un nodo. Punto d'incontro, e di evoluzione, di un ordito più vasto, sancito da un rito che forse in questo frangente storico pare farraginoso, ma che nella sua purezza ha il valore di un archetipo. Un simbolo dell'essere umano.

Parola pubblicata il 30 Maggio 2015

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