Melopea

Le parole della musica

me-lo-pè-a

Significato Anticamente, arte di comporre un ‘mélos’; melodia composta su un testo poetico; melodia lenta

Etimologia voce dotta recuperata dal latino tardo melopoeia, greco melopoiía, derivato di melopoiéo, composto di mélos, che significa ‘articolazione’, ma anche ‘canto, carme, melodia’, e poiéo ‘faccio’.

  • «Nelle strade deserte del paesino risuonava solo la melopea di un arrotino ambulante in cerca di clienti.»

Una melodia dolce, lenta, che richiami figuratamente una nenia o un lamento, o ancora che descriva alcuni dei suoni della natura: questi sono gli usi più frequenti della parola melopea nella letteratura moderna e contemporanea.

In effetti, può riferirsi a una melodia tout court, senza un oggettivo riferimento ritmico, di cui si può trovare traccia in alcuni canti popolari, sparsi fra etnie vicine e lontane, o anche nella cantillazione liturgica. Si parla, ad esempio, della melopea bizantina per indicare il canto arcaico di quella Chiesa. Tuttavia, l’elemento melodico da solo, consistente in una successione libera di note, potrebbe risultare privo di forma. Oltre all’intonazione, infatti, avrebbe bisogno proprio del ritmo per acquisire la dignità di melodia vera e propria.

Due termini greci compongono la nostra parola: mélos e poiéō. Quest’ultimo contribuisce anche all’etimo di altri lemmi, come epopea, poema, poesia, fino alla poiesi, ossia l’atto creativo.

E perciò le voci melos, melicus e melopoeia, non alla musica sola, ma alla poesia anco s’ascrivono.

Giovanni Battista Doni (1594-1647)

Musica e poesia si sono sempre confrontate in un rapporto complicato, quanto stretto. Certo, sono imparentate in quanto sono entrambe regolate dal ritmo; l’intonazione è parimenti importante, nella musica e finanche in una certa recitazione poetica.

Nella musica classica e in quella lirica, la composizione si costruisce solitamente su un testo già esistente. La musica, quindi, si adatterà ai versi predisposti dal poeta e a tutti gli elementi letterari costitutivi: argomento, stile, sillabe, accenti. Il compositore può esaltare o tradire volutamente il testo, ma non ignorarlo. Uno dei più celebri testimoni teatrali del matrimonio morganatico tra poesia e arte dei suoni è l’opera di Antonio Salieri, Prima la musica e poi le parole.

Per il discusso Ezra Pound, ma anche per Giuseppe Ungaretti, le parole posseggono una qualità musicale intrinseca e perfino condizionatrice. Questa interpretazione può essere letta in continuità con la tradizione antica, quando la coerenza tra versi e musica era fondamentale.

L’africano cartaginese Marziano Capella ne parla in un trattato complesso, le Nozze di Filologia e Mercurio, completato probabilmente all’inizio del V secolo d. C.: Mercurio offre in dono alla futura sposa Filologia sette vergini, allegoria delle arti liberali. Ognuna di loro espone i princìpî della propria arte: Grammatica, Dialettica, Retorica, Geometria, Aritmetica, Astronomia e Musica. Nell’ultimo libro, dedicato appunto alla musica, la ‘modulatione’ (un canto intonato secondo una serie di regole) è detta anche melopea. Le melopee si differenziano per genere e stile, a cui corrispondono intonazioni diverse e appropriate, che potenziano sensibilmente la poesia. Semplificando molto, le intonazioni gravi sono consone al genere tragico e le acute a quello satirico, secondo una convenzione che diverrà duratura nel teatro e nella musica dei secoli a venire.

La Musica in un manoscritto del Quattrocento delle Nozze di Filologia e Mercurio. La miniatura fu eseguita da Attavante degli Attavanti

La Musica raffigurata nelle ‘Nozze di Filologia e Mercurio’ in una miniatura quattrocentesca di Attavante degli Attavanti

Nel 1592 Calvisio scrive che la melopea è quella che il popolo chiama ‘musica poetica’ e si compone di due parti: ‘armonia’ e ‘orazione’, ossia testo. Nel Rinascimento, insomma, la melopea viene interpretata anche come creazione della melodia, ‘l’arte del comporre le cantilene o l’arte del contrappunto’. Melopeo è un termine più dotto per indicare il compositore, ufficializzato nel Melopeo y maestro di Pietro Cerone (1613).

Dunque, possiamo dire che il connubio tra musica e poesia è a fondamento della melopea. Tornando ai giorni nostri, è lecito considerarla come espressione delle qualità musicali intrinsecamente innate della poesia. E possiamo ancora usarla come elegante sinonimo di lenta melodia cantata, dal sapore arcaico, secondo un topos che induce a evocare un passato dai contorni misteriosamente sfumati.

Parola pubblicata il 07 Agosto 2022

Le parole della musica - con Antonella Nigro

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