Moscio

mó-scio

Privo di compattezza e consistenza; mancante di temperamento o di energia; fiacco

derivato dal latino musteus propriamente 'simile al mosto' e quindi 'dolce, fresco, novello'.

Il concetto di moscio, nel suo passaggio dal latino all'italiano, si è trasfigurato. Oggi è invariabilmente un aggettivo negativo: dal sedano vecchio ritrovato in fondo al frigo che ci penzola floscio in mano (andrà bene per il brodo), alle braccia deboli con bicipiti cascanti, allo spirito fiacco con cui si affronta la serata, il moscio è spiacevole. Ebbene, si tratta di un termine che ha attraversato senza soluzione di continuità i secoli, mutato lentamente di bocca in bocca, tanto che emerge con calma tarda: per iscritto solo nel Cinquecento, e non conoscerà la pienezza fino al Seicento. Mutato lentamente, ma avendo tempo anche il mutamento lento porta lontano.

Nel musteus latino suona il mosto, l'uva pigiata e in fermento, e le qualità del mosto sono facili da astrarre: è dolce, è nuovo, fresco. Se qualcuno si chiede che cosa può entrarci con quella costa di sedano floscia, è su una bella strada: il sedano nuovo è turgido e croccante, no? Ora, in latino quelle qualità del musteus si attagliavano in modo particolare ai formaggi freschi, che come il mosto sono giovanissimi (ma anche alle opere d'arte recenti!), e alla frutta specialmente dolce, visto che le polpe del mosto già fermentano. Sono queste le nostre appiccicose chiavi.

Non solo la dolcezza ultima nelle morbidezze della marcescenza, ma la freschezza principia con la mollezza. Il dolce si fa floscio, il fresco si squacquera nell'evocazione della vischiosità novella e zuccherina del mosto. Nel buffo termine 'moscio', chiuso, basso, che sgonfia il vigore dello 'st' del mosto in uno 'sc' flaccido, portiamo una sintesi di significati fermentata molto a lungo, fondamentale come forse non sembra. Quando parliamo di mele mosce, o figuratamente cogliamo questo essere moscio come una mancanza di turgore morale o creativo, di forza, vitalità, di energia, parlando di una presentazione moscia, di una puntata moscia, di una risposta moscia, ecco: stiamo usando una parola che impiega immagini e connessioni di profondità estrema.

Parola pubblicata il 14 Marzo 2019

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