Nefando

ne-fàn-do

Empio, scellerato, malvagio

dal latino: nefandus indicibile, composto da ne- negativo e fari parlare.

È una parola di registro elevato, ma sorprendentemente semplice: il nefando è l'empio, il malvagio di tale entità da non poter essere pronunciato, da essere indicibile. Si tratta comunque di un significato a maglie larghe ed elastiche, che, oltre allo scellerato e all'esiziale, si presta tranquillamente anche ad esprimere qualcosa di genericamente sgradito o disapprovato. Potrà quindi essere nefando il crimine compiuto dal delinquente; saranno nefande le decisioni di un'amministrazione volta solo al proprio tornaconto; e sarà nefando il contorno di melanzane lesse.

È da notare la differenza non nettissima col "nefasto": infatti nefasto è qualcosa di dannoso o di cattivo auspicio - con un colore più mistico, visto che il [nefastus] latino era la violazione della legge divina. Significati diversi, ma non lontani fra loro.

Parola pubblicata il 03 Novembre 2013

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