Ossianico

os-sià-ni-co

Che si riferisce a Ossian; che unisce epico ed elegiaco

dal nome di Ossian, leggendario bardo irlandese.

Negli anni '60 del XVIII secolo, il poeta irlandese James Macpherson pubblicò una serie di poemi: si trattava delle traduzioni di alcuni poemi perduti attribuiti al mitico bardo irlandese Ossian, che narravano di @guerra e d'amore, ed erano particolarmente ricchi di suggestioni riferite ad ambientazioni selvagge e fantastiche, e di riflessioni elegiache sulla morte, pronunciate su tombe e sepolcri. Ebbero un successo colossale: dettero grande forza al filone della poesia cimiteriale, ed ebbero una grande presa sui nascenti movimenti preromantici, e poi sui grandi intellettuali romantici di tutta Europa.

Va detto che erano traduzioni tutt'altro che fedeli, e che il riferimento a Ossian era un pretesto, quasi un artificio nobilitante: a partire da scarni frammenti in gaelico, Macpherson costruì opere originali.

Lungi dall'essere una nozione evenemenziale da libro di letteratura del liceo, la fortuna del paradigma ossianico continua ancora oggi: il gusto di una narrazione epica di derivazione celtica - in cui i grandi fatti di guerra e le storie d'amore si intrecciano, incardinati su ambienti suggestivi, e che propone pensieri sulla morte articolati e alti - è ancora fortissimo, e non si contano le opere letterarie e cinematografiche recenti che vi si ricollegano.

'Ossianico' è quindi una parola che permette qualcosa di bellissimo: riconoscere nel proprio universo estetico delle linee di forza antiche, al di là degli espedienti e delle trovate narrative.

Parola pubblicata il 18 Marzo 2015

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