Parapiglia

pa-ra-pì-glia

Confusione; zuffa

composto di para e piglia, imperativi dei verbi parare e pigliare.

Questa splendida parola descrive l'evento di una gran baraonda, specie improvvisa, e che magari finisce in un tafferuglio. E non molti si soffermano a osservarne la struttura, che dà vigore alla sua eloquente immagine: infatti deriva dall'accostamento di due imperativi, para e piglia. Li possiamo immaginare come esclamazioni di una rissa o sommossa d'altri tempi, in cui nel turbinìo di pugni e calci ci si sfida a incassare i colpi - parandoli o pigliandoli; anche se, va detto, è un'etimologia che non si può spiegare con geometrica esattezza: ciò che nasce nelle suggestioni di un trambusto di rado è cristallino.

Si può quindi parlare del parapiglia che si accende nel negozio all'annuncio di uno sconto speciale; l'incontro fra cani orgogliosi si risolverà in un parapiglia a cui i padroni assistono impotenti; e nel parapiglia di un'accalorata partita di calcetto si finiscono per perdere anche le scarpe.

Una parola piacevolmente rétro, in cui la violenza del momento è schermata da un colore scherzoso.

Parola pubblicata il 17 Gennaio 2015

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