Proludere

pro-lù-de-re (io pro-lù-do)

Iniziare a parlare; introdurre

dal latino prolùdere 'esercitarsi, prepararsi', composto di pro- 'prima' e lùdere 'giocare'.

Di questa fascinosa parola si può dire qualcosa di facile e cercare di dire qualcosa di difficile.

Il suo significato è piuttosto piano: proludere significa iniziare un discorso, esponendo, narrando. Può anche essere l'iniziare un discorso molto articolato, tanto da diventare un introdurre, anzi accademicamente il fare una lezione introduttiva. Questo cominciare non è però solo un cominciare: l'etimologia ci spiega che c'è un connotato di preparazione, nel proludere, di esercitazione. Il personaggio famoso prolude nel più profondo silenzio della platea; il relatore prolude con una notazione lessicale che renderà più chiaro il prosieguo del suo discorso; e durante la cerimonia ogni intervento è tutto un proludere senza contenuti.

È un significato molto preciso. E viene da - ecco il difficile - quale sia la differenza fra 'proludere' e 'preludere'. Dopotutto, in latino i loro omologhi ebbero il medesimo significato di esercitarsi, di prepararsi a una prova - a un gioco. Ebbene, il mantra che ripetiamo è "non esistono sinonimi perfetti". Ma alcune volte cogliere le differenze di sfumatura fra due parole è quasi impossibile: esistono solo degli assestamenti d'uso differenti, quando va bene, e quando va male ci sono solo differenti impressioni. Anche il preludere consiste in un introdurre. Ma possiamo intuire questo: il preludere ha più marcati i tratti di un anticipare, di un introdurre che resta distinto da ciò che viene introdotto. Insomma, fra il preludio e ciò a cui prelude c'è una cesura. Nel proludere no. È un iniziare senza soluzione di continuità col seguito. Il discorso, cominciato nella prolusione, prosegue senza interruzioni. Non so se la risposta sia incontrovertibilmente questa, ma poco importa, quando la domanda è buona. E poche cose affinano il pensiero quanto cercare di cogliere le diversità fra sinonimi.

Ad ogni modo, il proludere rimane un termine ricercato ma piuttosto pronto, ideale per significare quell'abbrivo proprio di esposizioni e narrazioni massicce.

Parola pubblicata il 14 Gennaio 2018

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