Quagliare

qua-glià-re (io quà-glio)

Cagliare; avere buon esito

dal latino: coagulare.

La nobile quaglia, a dispetto della prima impressione, non ha niente a che vedere con questa parola. "Quagliare" è una variante di "cagliare", ossia far rapprendere per effetto del caglio (in particolare il latte in formaggio): ed è in questa immagine che va ricercato il senso figurato del quagliare come riuscire. Insomma, se il latte caglia, il formaggio viene. Ma non va sottovalutata anche l'importanza figurativa del coagularsi di un liquido lattiginoso in un solido bianco: è un concretizzarsi, un realizzarsi nettamente e, in un certo qual modo, un riuscire. Notiamo che questo significato figurato si rivela nell'uso talmente preponderante da aver messo in ombra quello concreto.

Certo "quagliare" non è una parola alta, anzi; ma è una variante che ha ingentilito i suoi natali rustici, anche con una spiccata inclinazione all'ironia.

Per fare qualche esempio, ci si domanderà se l'accordo commerciale quaglia o non quaglia, con gomitate cameratesche si chiederà all'amico se il suo appuntamento galante ha quagliato, e si dovrà andare a comprare qualcosa in pasticceria perché la cottura del soufflé non ha quagliato (come al solito).

Parola pubblicata il 12 Gennaio 2014

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