Qualunquista

qua-lun-quì-sta

Chi ha un atteggiamento di indiscriminata critica verso la politica e le istituzioni

da L'Uomo Qualunque, settimanale fondato dallo sceneggiatore Guglielmo Giannini, attorno a cui nacque il partito del Fronte dell'Uomo Qualunque.

Siamo nel '44. Le forze politiche che dialogano per giungere ad una rifondazione dello Stato sono le più varie - e si tratta ovviamente di un momento di grave crisi per tutti. Nel dibattito politico si leva una voce: "Che nessuno ci rompa le scatole". È la voce del Fronte dell'Uomo Qualunque.

La posizione politica - o meglio, antipolitica - di questo movimento consisteva in una sostanziale voglia di non dover aderire a nessuna ideologia, di non voler prendere alcuna parte, voglia di vivere in uno Stato in cui lo Stato nulla ha a che vedere con i cittadini, uno Stato non politico, ma amministrativo, che, appunto, 'non rompa le scatole' al cittadino. È curioso che questo partito abbia avuto anche seggi nella Costituente.

Vediamo che nel momento di crisi il richiamo all'ignavia politica è forte - e l'antipolitica facilona, il nichilismo politico riescono posizioni tanto comode quanto idiote. Il qualunquista, oggi, è quello che non va a votare, "che tanto sono tutti uguali, è tutto un magna magna!", è quello che non vede differenza fra le ideologie, e nella facilità di non rischiare scommettendo su una posizione, su un'idea, e partecipandovi, rinuncia a quella responsabilità che abbiamo naturalmente verso il mondo in cui viviamo, rinuncia ad essere una persona completa, conservando le fattezze grottesche d'un embrione.

Parola pubblicata il 18 Novembre 2012

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