Ignavo

i-gnà-vo

Pigro, privo di volontà e forza morale

dal latino: ignavus pigro, ignorante, composto da in non e gnavus, forma arcaica per navus attivo, diligente.

Rispetto al pigro, l'ignavo subisce un più duro giudizio morale: l'ignavia è la mancanza di volontà che paralizza in una posizione confortevole, la neutralità mineralizzata nella pigrizia comoda e (al momento) vantaggiosa, illusa inerzia convinta che un'inazione, seppur colpevole, possa essere saggia e conveniente.

È ignavo lo studente di nome che con lo svogliato studio non mira a niente se non al prendere (perdere) tempo, è ignavo chi non prende posizione per avere tutti dalla propria parte senza esporsi e decidere, tenendo un piede in due staffe, è ignavo chi, pur conoscendo l'azione migliore da fare, la rimanda o non la compie.

Un attributo tanto spregevole che gli ignavi, Dante, li pone nell'antinferno, rifiutati con sprezzo dalle stanze dell'Inferno stesso.

Parola pubblicata il 03 Agosto 2011

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