Raffica

ràf-fi-ca

Aumento improvviso della velocità del vento; serie di colpi consecutivi; sequenza rapida

etimo discusso. Forse di origine espressiva, forse dal tedesco antico raffon 'afferrare'.

C'è una curiosità graziosissima sulla prima attestazione di questo sostantivo: si trova scritto per la prima volta nella Relazione del primo viaggio intorno al mondo di Antonio Pigafetta, anno 1525, che partì al seguito di Ferdinando Magellano e che fu fra i pochi a tornare salvo in Europa. Il diario della prima circumnavigazione del globo fu tenuto e pubblicato in italiano.

Non è chiara l'origine del termine raffica. Ma il suo primo significato è cristallino: l'aumento improvviso e violento della velocità del vento - in un moto repentino e breve, in un colpo. L'ipotesi di un'ascendenza tedesca ce lo dipinge poeticamente con un afferrare, che scuote e scrolla. Una raffica di vento ci rovescia e strappa l'ombrello, la pioggia che arriva a raffiche ci investe quasi per orizzontale.

È invece con la Grande Guerra che questa bella immagine viene recuperata per descrivere la rapida serie di colpi sparata da un'arma automatica o da più armi. Un uso spiacevole, che però introduce nella raffica un elemento interessante: la composizione di elementi discreti - non l'uno di una folata, ma i molti dei proiettili. Interessante perché si è prestato all'uso figurato di una sequenza rapida: il rapper pronuncia una raffica di versi al vetriolo, allo scattare della mezzanotte riceviamo una raffica d'auguri, all'intervento sorprendente segue una raffica di domande accese.

Una parola quotidiana ma fine, che descrive in maniera ricca un improvviso.

Parola pubblicata il 28 Luglio 2018

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