Ridondante

ri-don-dàn-te

Sovrabbondante, eccessivamente ricco; pleonastico, ripetitivo

dal latino redundare traboccare, derivato da unda onda, preceduto dal prefisso red- indietro, di nuovo.

Un'etimologia sorprendente. Infatti, visto che questa parola assume comunemente il significato di 'ripetitivo', sembrerebbe un'onomatopea che ci dipinge il riecheggiare di uno stesso suono. Ma non è così.

Questa parola nasce dai giochi che fanno le onde dei liquidi: rimbalzando fra le sponde di ciò che li contiene, si sollevano e traboccano. Il ridondante diventa quindi il troppo pieno, l'eccessivamente ricco, il sovrabbondante; il pleonastico, nel senso di inutilmente ripetitivo, non è che una conseguenza eventuale di queste qualità.

Ad esempio, se parlo di un pasto ridondante, secondo il significato principale lo descrivo come esageratamente abbondante - anche se potrei intendere che mi hanno servito uova di antipasto, primo, secondo e dolce. Se critico uno stile ridondante, intendo bacchettarne i barocchismi esasperati - o magari voglio porre l'accento sul continuo ripetersi di medesimi concetti o figure retoriche. E se dico che una narrazione è ridondante, intendo dire che è locupletata di elementi inutili - oppure che gira su sé stessa tornando sui soliti elementi.

Questa parola cavalca quindi l'affinità concettuale fra due tronchi semantici: eccessiva ricchezza e ripetitività inutile. Un bell'intreccio di significati, che esige la nostra attenzione più sveglia.

Parola pubblicata il 15 Marzo 2015

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