Rimproverare

rim-pro-ve-rà-re (io rim-prò-ve-ro)

Biasimare qualcuno perché si ravveda; rinfacciare

composto di ri- intensivo e improverare, variante antica di improperare biasimare.

Il biasimo non sempre è fertile o volto al miglioramento; ma il rimprovero, pur derivando da quel concetto, lo specifica, e diventa la correzione: si rimprovera qualcuno perché veda il proprio errore, perché si ravveda. Così il nonno rimprovera il nipote vagabondo, si rimprovera il collega per il ritardo, oppure si constata che l'amico non ha nulla da rimproverarsi. Poi non sempre il rimproverare mostra questo tipo di saggezza serena, e si può anche accostare al rinfacciare: si rimprovera al compagno di essere mancato alla festa, e si rimproverano al figlio le spese troppo larghe.

Ma questa parola resta un invito a modulare la critica: ne suggerisce il miglior fine - e anche se ha un connotato paternalistico, rappresenta una risorsa gradevole, da tener presente.

Parola pubblicata il 03 Aprile 2015

Commenti