Sbraitare

sbrai-tà-re (io sbrài-to)

Gridare, strepitare, parlare concitatamente e ad alta voce

probabilmente derivato da una voce del latino parlato bragitare, forse di origine onomatopeica.

È una parola molto colorita, dotata di un suono ampio e duro. Sbraitare non vuol dire semplicemente gridare: chi sbraita ha perso il controllo di sé, si abbandona alla concitazione, parla strepitando, magari gesticolando in maniera forsennata. Che sia per protesta, per risentimento o per ira, lo sbraitare dipinge un modo di comunicare tanto aggressivo quanto poco efficace: evoca una confusione in cui è difficile discernere qualcosa, tranne la generica motivazione di fondo. Sbraitano in video figuri al limite inferiore dell'umano, sbraita lo scortese avventore del ristorante se la pizza che ha scelto non è di suo gusto, sbraita al bar il tizio alticcio che ce l'ha con la moglie e col governo.

Una parola che, indicando l'azione, inquadra l'agente: una persona che sbraita chiarisce quale sia la sua caratura.

Parola pubblicata il 02 Giugno 2014

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