Scandagliare

scan-da-glià-re (io scan-dà-glio)

Misurare la profondità dell'acqua con uno scandaglio; indagare, sondare

da scandaglio, a sua volta dal latino scàndere 'salire'.

Si legge che il verbo "scandagliare" deriva dal latino "scandere", cioè salire. Ma che diamine c'entra? È presto detto.

Il salire, lo scalare, sono fortemente legati a concetti di misurazione (pensiamo alla parola "scala"). Così da "scandere" è gemmata una forma parlata intermedia (si ipotizza uno scandaculum) che, significando proprio una scala, una sonda, ha portato al moderno scandaglio - e quindi allo scandagliare. Infatti lo scandaglio non è altro che una fune con su segnati dei gradi e legata a un peso: gettata in acqua, permette di misurarne la profondità.

Non capita spesso di usare scandagli - ma l'uso figurato di questo termine è davvero consueto. Descrive un indagare, un sondare qualcosa di non immediatamente evidente, con un esame accurato; inoltre quello dello scandagliare non è un metodo di conoscenza diretta, ma passa per deduzioni. Talvolta è esso stesso coperto, discreto.

Posso scandagliare le risultanze degli esperimenti in cerca dell'errore, e il medico scandaglia ogni possibile diagnosi; si scandagliano gli umori dei clienti confondendosi fra di loro, scandaglio le intenzioni dei votanti attraverso domande indirette, e con un po' di buona introspezione, scandaglio i miei sentimenti.

Un termine forte, col mordente tipico dei significati che nascono dall'uso millenario di strumenti prototecnologici.

Parola pubblicata il 05 Luglio 2016

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