Scure

scù-re

Attrezzo costituito da una lama pesante in metallo infissa in un manico di legno

dal latino: securis, dalla stessa radice di secare tagliare.

La scure è un attrezzo antico, che per tagliare sfrutta il movimento impresso dalle braccia e la forza d'inerzia della sua testa pesante e affilata. Il lavoro della scure non è dei più fini e precisi; anzi è uno strumento piuttosto bruto, buono per abbattere alberi, per sgrossare o spaccare tronchi, per combattere in battaglia e per tagliare teste sul patibolo. E anche se l'uso di questo attrezzo è molto arretrato, spinto dall'avvento dei riscaldamenti elettrici o a metano e dalle seghe a motore, la sua immagine è rimasta vivissima nella lingua.

La scure è la metafora di un intervento che piomba tagliente, pesante, inesorabile e anche grossolano: una volta mossa, la lama di una scure non si ferma facilmente. Si parla della scure del fisco quando si vuole descrivere un sistema di imposte duro e approssimativo; si parlerà della scure di un decreto legge quando il decreto in questione sbozza una rozza soluzione a un problema; si parlerà della scure di una prescrizione che taglia la testa ad un processo.

Mantenere il contatto con la sensazione fisica che trasmette l'ancestrale uso della scure è fondamentale per conservare questa parola, e per comunicare con la forza dirompente che le è propria.

Parola pubblicata il 02 Ottobre 2013

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