Shaker

L'anglicismo e il gentiluomo

scècher – scéicher

Recipiente nel quale, scuotendoli, si mescolano i vari ingredienti di un cocktail

voce inglese, letteralmente 'sbattitore'; derivato di to shake, 'sbattere, scuotere'.

Forse nell’immaginario comune questo strumento viene associato ad abitudini e stili di vita molto moderni, ma in realtà esiste almeno dal Diciottesimo secolo, e l’accezione del termine per indicarlo si attesta in inglese nella seconda metà dell'Ottocento. Gli usi e le mode circolavano già a velocità sostenuta all’epoca, tant’è che in italiano il prestito entra tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

Un po’ tutti ne conosciamo la funzione, che è quella di miscelare due o più ingredienti, in genere assieme al ghiaccio, per ottenere il cocktail perfetto. Da qui uno dei due corrispettivi italiani più riusciti, ovvero miscelatore, che però si focalizza più sull’unione dei diversi componenti che sul movimento impresso per ottenere la miscela finale. Qui individuiamo una differenza rilevante rispetto alla parola inglese, che invece viene dal verbo shake, ovvero scuotere, sbattere, che ci dà un suggerimento netto sulla forza e la tecnica necessarie per raggiungere il risultato finale. E dal momento che il ghiaccio è parte fondamentale di tutto il processo, non ultimo a livello uditivo, può anche darsi che non ci sia bisogno di combinare chissà quante parti, ma semplicemente possiamo agitare energicamente caffè e cubetti e goderci la nostra bevanda preferita anche nelle torride giornate d’estate con un ottimo caffè shakerato.

Più affine sarebbe quindi probabilmente stato un altro corrispettivo proposto ai tempi in cui lo shaker cominciava ad affacciarsi all’interno dei nostri confini linguistici, ovvero sbattighiaccio. Ma brevità ed esotismo hanno avuto la meglio ed oggi è senz’altro più diffuso l’anglicismo, che ha anche fatto presto a riprodursi nella forma verbale shakerare e, di conseguenza, in quella aggettivale shakerato, e che sta anche conquistando terreno in campo figurato quando si tratta di unire tante caratteristiche per farne un tutt’uno (il gruppo musicale nascente può, ad esempio, shakerare canzone popolare e sonorità elettroniche per sperimentare e creare un nuovo, personalissimo stile).

D’altra parte, anche per indicare il contenuto dello shaker non c’è stato verso di scalzare l’inglesismo cocktail. Ma questo è materiale per un altro appuntamento!

Parola pubblicata il 26 Aprile 2019

L'anglicismo e il gentiluomo - con Eleonora Mamusa

Di nuovo sul fronte sempre caldo, interessante e scivoloso degli anglicismi: stavolta a venerdì alterni con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa - per riuscire a strutturare in merito idee più confacenti.

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